La stagione dell'amore viene e va, i desideri non invecchiano quasi mai con l'età. Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
La stagione dell'amore viene e va, all'improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni perdendole; non rimpiangerle, non rimpiangerle mai. Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.
Nuove possibilità per conoscersi
e gli orizzonti perduti non ritornano mai. La stagione dell'amore tornerà
con le paure e le scommesse, questa volta quanto durerà. Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.
A proposito di ricordi.
Quando vidi lei rimasi senza fiato.
Appena entrata in quella stanza, mi girai e la trovai lì, avvolta da un'eterea nube biancastra, silenziosa.
La foto le rende tutt'altro che giustizia nei colori.
E tra celeberrimi Girasoli o Vergini Delle Rocce, la mano di K. mi ha espugnato il cuore in un solo secondo.
Ritratto di Hermine Gallia by Gustav Klimt
National Gallery, London.
Sono nella temibile fase ricordo.
Il ricordo sa essere dolce, quanto schifosamente tagliente.
Scava lì, dove le emozioni e le gioie sono ancora tangibili, e cerca di rispolverare a fatica quelle che ha il terrore possano abbandonarlo in fretta.
Lo so che le cose belle durano. Nel senso che hanno una loro parabola.
Si sognano, vivono e terminano. E soprattutto. Sono rare.
Ed è per questo che le vivo fino all'ultimo soffio, fino a quell'alito flebile che fai fatica a sentire.
Fino all'ultimo sgurdo, prima di abbandonare una [cosa] che temi non rivedrai per molto, molto tempo.
Ma lascia.
Lascia sorrisi, desideri e calore. Calore che vuoi tenerti stretto finchè non chiudi gli occhi, prima di addormentarti.
E quindi sono qui. In attesa di un altro ricordo.
Da ricordare con la stessa intensità, quando avrà terminato il suo essere e la sua parabola.
E desidero accumularne tanti per poi, tra molti anni, poter sceglierne un vincitore tra quelli più belli.
O forse solo tra quelli meno sbiaditi.
O forse. Desidero solo che quei ricordi siano parte di un più grande, concreto sogno. Presente.
Eilà!
Vedete che sono tornata da Londra, quindi levatevi dalla testa il pensiero che il mio aereo sia ammarato fortunosamente sulla Manica con tutti sopravvissuti tranne me.
Adesso però lasciatemi riprendere. E, vi assicuro, è tutt'altro che facile.
Vi lascio con una sola parola, citazione del nostro caro presidente degli Stati Uniti, usata da quest'ultimo quando qualcuno gli confidò di aver vinto "meritatamente" il Nobel per la Pace:
Insomma nonostante qui pare non abbia nessuno da salutare, lo farò comunque.
Quindi domattina parto per Londra, con la convinzione di dover pagare 35 bei euri in più causa valigia troppo grande e pesante! Figo no? E dire che non ci ho ancora messo tutto.
Alle 7:00 quindi tenterò, nella penombra del mio dormiveglia, di vedermi una mezz'oretta di gara MotoGposa per partire con la piccola consolazione di una vittoria in rosso...poi via. Per Pisa. Sperando che chi deve accompagnarci non decida di prendersela comoda. Credo che potrei anche uccidere.
Ho cibo per il viaggio e roba per disinfettarmi le mani. Mi vedo già, verso mercoledì, oramai priva dello strato più superficiale della pelle delle falangi. "Dannato allarmismo."
Poi che dire, sono convinta che 7 giorni passeranno come un dannatissimo fulmine.
Per questo, voglio godermi tale meraviglia fino all'ultimo secondo. Perchè chissà quando e se ricapita. Perchè sono mesi che sento il bisogno di andare altrove e l'occasione non potrebbe essere migliore.
Poi, vi racconterò di quando hanno tentato di scollarmi dalle pareti dell'aereoporto di Stansted.
Bhè sì. Sono pienamente daccordo.
Le cose di cui parlare sono in effetti moltissime.
Quindi boh, quelle che mi vengono in mente io le scrivo, anche se dovessi passare dal dirvi che devo lavarmi i capelli al dirvi che sto per adottare un cane della prateria dal pelo violaceo.
Dunque i preparativi per la partenza fervono.
Al momento, ad esempio, sono appena tornata dall'ambulatorio del mio dottore dove mi sono fatta iniettare nel braccio virus frammentati "split" inattivati. Uhm.
No, non ho una strana ricetta dolciaria dentro le vene, ma solo un poco utile vaccino antinfluenzale o, come recitava il cartello in farmacia, "vaccino influenzale"...nel senso che farà di tutto per fartela venire.
Io volevo quello contro la A ovviamente, ma pare non sia ancora disponibile. Quindi diciamo che, come ho detto al dottore, mi sono fatta bucare giusto perchè non avevo altro da fare in quei 5 minuti.
Non vedo l'ora di mettere piede sul suolo londinese e, perchè no, di partorire immediatamente amabili figure di melma col mio pessimo inglese.
Poi boh, finalmente il trasferimento dal Conservatorio di Bologna a quello di Firenze ha visto il suo D-Day.
Non sapete cosa sia successo nel frattempo, lo ben so. Ma è una storia lunga e forse anche lontanamente noiosa, quindi risparmierò ad entrambi la fatica di raccontarla.
Sappiate solo che ieri sono riuscita finalmente ad iscrivermi, dopo aver litigato con colei che rappresenta l'essenza della cafoneria partenopea e che si trova all'accoglienza, alla quale ho intimato solo di smetterla di urlarmi contro come credo farà per sempre nei prossimi 4 anni, e farmi salire in segreteria. Prevedo magnifici teatrini ogni volta che la incontrerò!
Poi uhm.
Vabbè carissimi lettori pieni di tristezza per la mia partenza, la voglia che avevo di raccontarmi s'è dissolta dentro l'odore di fritto che proviene dalla cucina.
Quindi, consepevole e quasi compiaciuta che potreste anche offendervi, vi abbandono preferendovi un bel piatto di calamari in pastella.
Vedere una mamma che si alza da terra dove stava seduta a guardare la tv e, mentre si trova a quattro zampe, sentirla esclamare "Beeeee", non è esattamente la cosa più confortante che esista.
Nel senso, in poche parole, chi è che scrive queste pagine.
Mah, non saprei da dove diavolo cominciare, quindi farò un mero elenco delle mie caratteristiche e di ciò per cui esisto. Che so, mi considero un'aliena in un mondo sconosciuto, un'anima incomprensibile soprattutto da me stessa. Detesto l'ipocrisia e le menzogne. Probabilmente perchè ho l'inusuale difetto di non saperle raccontare. Adoro la lirica e la musica '60barra'70, in particolare adoro quei quattro idioti che rispondono al nome di Beatles. Potrei donare un rene per una tazza di caffè in periodo di carestia e poi boh. Le mie passioni sono molte, e stilarne un mero elenco come sritto poco su mi rattrista. Quindi fatevi bastare queste 4 righe, che non mi descrivono nemmeno in parte. Ma poco male. "Addio".
Un tizio famoso ha detto:
Scelte per voi, sì per voi. giuro:
Some "last" songs:
Within old and new books:
Affari bloggosi:
Chi siete. cosa fate. cosa portate. Sì ma quanti siete: